La PSICOLOGIA TRANSPERSONALE, secondo la definizione di Charles Tart, opera per la realizzazione del Se’, per il risveglio della natura spirituale di ogni individuo e delle sue qualità più genuinamente umane.
La psicologia transpersonale integra l’esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche orientali basate sulla meditazione come lo yoga, lo zen, il sufismo e con quelle sciamaniche basate sull’estasi e il contatto diretto con le Forze della natura. Subisce inoltre una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con altre scienze quali la sofrologia, la sociologia, l’antropologia e la parapsicologia.
Ne risulta che la psicologia transpersonale si connota come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per un’integrazione tra principi e metodi psicologici e pratiche spirituali o rituali sciamanici, per una sintesi tra la mente, la meditazione, la spiritualità e la trascendenza, gli stati di coscienza ordinari e non ordinari, gli stati mistici, estatici o sciamanici.
La Biotransenergetica (BTE) aderisce perfettamente a questa visione e assimila in sé tutto questo. È una disciplina psico-spirituale fondata negli anni ’80 da Pier Luigi Lattuada e Marlene Silveira. A proposito della BTE, P. L. Lattuada, Direttore dell’Integral Transpersonal Instutute, dice: “…Della via possiamo dire cosa non è, a cosa assomiglia, come fare a percorrerla, ma non possiamo dire cos’è…”.
L’Atto Sacro.
“Ogni azione, quando scaturisce dall’Essere ed è avvolta e compenetrata dall’energia della consapevolezza, diventa espressione materiale di leggi universali, gesto che trascende l’Io individuale e assume qualità spirituali, o transpersonali. […]. È un’azione sacra, propria al principio nobile del guerriero sacro, o cavaliere”.
Testo tratto da Grosso, A. (2016). Mente Attenta, Cuore Aperto. Milano: ITI Edizioni, p. 148.
